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	<title>ilteamboxingfilm.it &#187; Interviste</title>
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		<title>Anteprima interviste ai protagonisti del film (2)</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2015 10:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Team</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcune frasi tratte dalle interviste ai protagonisti del film Il Team- il pugilato in presa diretta: Nel pugilato c’è un grande mix di capacità. Non basta essere solo veloci come magari nei 100 metri. Qui bisogna essere veloci, avere resistenza, bisogna avere la testa giusta…un mix molto difficile. E poi ci sono i pugni, occorre saperli dare e incassare, e ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune frasi tratte dalle interviste ai protagonisti del film <strong>Il Team- il pugilato in presa diretta:</strong></p>
<blockquote><p>Nel pugilato c’è un grande mix di capacità. Non basta essere solo veloci come magari nei 100 metri. Qui bisogna essere veloci, avere resistenza, bisogna avere la testa giusta…un mix molto difficile. E poi ci sono i pugni, occorre saperli dare e incassare, e ci vuole la grinta giusta. Il pugilato, forse più di altri sport, insegna l’umiltà. Nel pugilato se non hai l’umiltà di imparare da chi hai di fronte, se non hai l’umiltà di dire “magari qualcosa lui mi può insegnare, anche se è meno forte di me”, non puoi migliorare. (Simone, preparatore atletico)</p></blockquote>
<blockquote><p>Mi viene in mente una frase di mia mamma, che dopo aver ascoltato il racconto dettagliato di un mio allenamento, in cui le spiegavo quanto avessi lavorato sulla difesa, mi disse: “Allora il pugilato non è solo picchiare!”. E infatti il pugilato non è solo buttarsi avanti e tirare pugni in faccia, è anche sapersi difendere, che è la cosa più difficile. Forse è in questo la sua nobiltà. (Santiago, pugile dilettante)</p></blockquote>
<blockquote><p>Dino non è solo un maestro, per me è un esempio nella vita. Lo ammiro come persona, per i suoi principi. A me piace un sacco e forse è anche lui che contribuisce a rendere questo ambiente così sereno, familiare, disteso. È una persona che trasmette molta positività. Mi piacerebbe essere, un giorno, come lui, raggiungere i traguardi che ha conquistato e la stima che le persone hanno di lui. (Cristina, pugile dilettante)</p></blockquote>
<blockquote><p>Sul ring vince chi attacca e soprattutto chi si difende e vinci proprio nella vita, perché se non ti difendi, non vai avanti. (Cristina, pugile dilettante)</p></blockquote>
<blockquote><p>Mia madre per anni ha avuto paura che io mi spaccassi la faccia. Ora le ho dimostrato che non è così, perché dopo tanti incontri la faccia spaccata non ce l’ho, neanche un po’. Nonostante ciò, lei tutt’oggi non riesce a venire ai miei match. Accetta di vedermi in televisione ma solo se sono seduta vicino a lei sul divano e può constatare che sono intatta, integra. (Laura, pugile dilettante)</p></blockquote>
<blockquote><p>Anche queste interviste, questi documentari possono aiutare il mondo del pugilato e mostrare che lo stereotipo del pugile non esiste. Forse lo trovi in alcune palestre, ma secondo me quelle dovrebbero essere tagliate fuori. Uno dovrebbe andare in palestra e trovare solo facce amichevoli. Se hai voglia di fare il professionista o l’agonista, sai che devi prendere dei pugni e che è uno sport duro, però sempre nel massimo rispetto. Se uno vuole fare l’amatore, può entrare qui tranquillamente, allenarsi e uscire con la faccia pulita senza nessun problema. Ci sono tante persone che non conoscono questa realtà e farla conoscere potrebbe aiutare a innalzare un po’ la boxe come sport, proprio raccontando che non c’è solo violenza, ma anche tanto lavoro e tanto impegno. (Stefano, pugile dilettante)</p></blockquote>
<blockquote><p>Con la squadra mi trovo proprio bene. Siamo un bel gruppo. Ognuno di noi ha qualcosa che serve a un pugile per salire sul ring. In ogni mia vittoria c’è un pezzo di ciascuno. (Lucian, pugile dilettante)</p></blockquote>
<blockquote><p>Il lavoro che state facendo mi sembra una buona idea, mi sembra una cosa seria, una cosa vera. (Lucian, pugile dilettante)</p></blockquote>
<blockquote><p>La boxe mi ha aiutato sia per l’aspetto fisico &#8211; me l’ha radicalmente cambiato &#8211; e anche per i valori che ti insegna, ossia a rispettare, ad essere giudizioso e tranquillo. Tutti valori, che, se sai apprendere, ti porteranno molti benefici. (Vincenzo, pugile dilettante)</p></blockquote>
<blockquote><p>Per attirare pubblico un documentario, come quello che state producendo, è un ottimo modo per mostrare nella realtà cosa è la boxe. La gente pensa che il pugilato sia solo due persone che si danno pugni, che stanno sul ring a menarsi. Invece, non è solamente quello. (Vincenzo, pugile dilettante)</p></blockquote>
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		<title>Anteprima interviste ai protagonisti del film (1)</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2015 10:03:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune frasi tratte dalle interviste ai protagonisti del film Il Team- il pugilato in presa diretta: Ci sono delle forti contraddizioni nel pugilato, ma credo che ci siano anche dei contenuti di grande spessore. Nobili, veramente nobili, come, effettivamente, si dice di questo sport. E credo che siano racchiusi in chi riesce a comprenderli, a carpirli. Se ci fossero più ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune frasi tratte dalle interviste ai protagonisti del film <strong>Il Team- il pugilato in presa diretta</strong>:</p>
<blockquote><p>Ci sono delle forti contraddizioni nel pugilato, ma credo che ci siano anche dei contenuti di grande spessore. Nobili, veramente nobili, come, effettivamente, si dice di questo sport. E credo che siano racchiusi in chi riesce a comprenderli, a carpirli. Se ci fossero più palestre di pugilato, frequentate nel modo giusto e seguite da allenatori coscienziosi, avremmo sicuramente una società migliore. Sarebbe una bella ipoteca sul futuro dei giovani. (Dino, maestro di pugilato)</p></blockquote>
<blockquote><p>I compiti di un allenatore sono quelli di far capire che il pugilato non è un gioco. O, almeno, che lo è fino a un certo punto, finché lo si pratica in palestra, ci si diverte e non ci si deve far male. Spiegare che non lo è più, un gioco, nel momento in cui si sale sul quadrato e anche che lo si pratica per costruire se stessi, non per distruggere chi si ha davanti sul ring. (Dino, maestro di pugilato)</p></blockquote>
<blockquote><p>Per riuscire nel pugilato ci vuole tanta testa, tanto cuore, voglia di fare e, soprattutto, voglia di stare insieme in gruppo, perché la boxe non è uno sport individuale. Io da solo non avrei fatto niente! (Sabino, pugile dilettante e aspirante tecnico)</p></blockquote>
<blockquote><p>Se la gente venisse a provare il pugilato magari si ricrederebbe su certe cose. Certi pregiudizi forse potrebbero essere cancellati. Però, bisognerebbe portarli tutti in una palestra di boxe&#8230;(Loredana, pugile professionista)</p></blockquote>
<blockquote><p>Mi sembrava tutto così naturale: andavo in palestra, imparavo delle tecniche, le facevo sul ring e mi venivano bene. Sembrava fossi nata per fare quello e di conseguenza ho continuato a farlo. (Loredana, pugile professionista)</p></blockquote>
<blockquote><p>Quando ho deciso di fare pugilato per me era ovvio arrivare a ‘fare il match’. Se mi alleno, mi sono detto, è per combattere&#8230; Certo sul ring non finisce quando non ce la fai più, finisce quando lo decreta l’arbitro. E questa consapevolezza fa crescere tensione e ansia. Se però lavori in un gruppo che funziona, dove magari c’è l’atleta più esperto che ti dà un consiglio o il meno esperto che guarda te per cercare di trovare una sua strada domani, quando arrivi sul ring ti senti pronto. (Luca, insegnate tecnico)</p></blockquote>
<blockquote><p>È vero che un pugile è un singolo, però dietro a un pugile c’è sempre un allenatore, che i pugni li ha presi, e c’è un team, i compagni con cui fai i guanti, che ti motivano in prossimità di una gara. Un atleta che deve affrontare una carriera deve avere una squadra, se non c’è, te ne accorgi. È importante appartenere a un gruppo. (Vito, pugile amatore e musicista)</p></blockquote>
<blockquote><p>La boxe ha bisogno di più soldi per avere visibilità. Cioè, ha bisogno di sponsor, di persone che investano dei soldi sulla sua immagine. E, da parte sua, la boxe deve dare un’immagine di sé che non sia la rissa per strada, ma di uno sport dove c’è dell’accademia, dove c’è molto coraggio. (Vito, pugile amatore e musicista)</p></blockquote>
<blockquote><p>Il match è una cosa bellissima, perché prima hai tutta l’adrenalina, la paura, perché non sai come sarà, però alla fine vorresti continuare ancora tantissimo. Fantastico! (Andrea, pugile esordiente)</p></blockquote>
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		<title>Intervista a Dino Orso, maestro di pugilato</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Sep 2013 16:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>il Team</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In cosa consiste per te la bellezza, il fascino della boxe? Credo che la cosa che traspaia alle persone più sensibili che praticano la boxe o che ne sono appassionati, è che &#8216;lì sopra&#8217;, sul ring, si è completamente nudi, non si è vestiti nient&#8217;altro che di se stessi. Lì sopra vengono fuori gli istinti che la società ci ha ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span class="pullquote quotes aligncenter">Forse, tra le motivazioni per cui si entra in palestra per praticare questo sport, c’è proprio la ricerca di se stessi, il bisogno di conoscersi veramente.</span><br />
<strong>In cosa consiste per te la bellezza, il fascino della boxe?</strong><br />
Credo che la cosa che traspaia alle persone più sensibili che praticano la boxe o che ne sono appassionati, è che &#8216;lì sopra&#8217;, sul ring, si è completamente nudi, non si è vestiti nient&#8217;altro che di se stessi. Lì sopra vengono fuori gli istinti che la società ci ha schiacciato o che la natura ci ha tolto. Istinti che forse sono ancora radicati dentro, da qualche parte, in qualche angolo.<br />
Sul ring, finché le cose vanno bene ci si può permettere di vestire una maschera, ma quando le cose cominciano ad andare male viene fuori quello che si è veramente. Forse, tra le motivazioni per cui si entra in palestra per praticare questo sport, c&#8217;è proprio la ricerca di se stessi, il bisogno di conoscersi veramente.</p>
<p><strong>Tra gli atleti che frequentano la tua palestra, sei tu che scegli chi è pronto a salire sul ring o sono loro che te lo chiedono?</strong><br />
C&#8217;è sicuramente una selezione naturale. Nel senso che la preparazione per gli amatori e per gli agonisti esordienti è la medesima. La selezione si fa tra quelli che hanno voglia di essere costanti e di continuare a esserci. È proprio quando si cominciano a fare lavori specifici per portare un atleta a diventare un agonista e, di conseguenza, un pugile che calca il ring, che si sceglie. Ovviamente deve essere assolutamente il ragazzo o la ragazza a scegliere di voler diventare un pugile. Non mi sognerei mai di mandare una persona sul ring, di addossargli questa responsabilità. Deve essere l&#8217;atleta molto convinto a farlo. E tra l&#8217;altro, pur volendolo, non è detto che ne abbia le capacità. È successo in passato che qualcuno avesse una grossa volontà, ma non le carte. Credo che il pugilato non sia per tutti. Ci sono persone che vorrebbero farlo ma non ne hanno le capacità fisiche e psicologiche, ma che magari potrebbero fare comunque parte dell&#8217;ambiente con altre mansioni. Non sempre ciò che vorresti fare ti è permesso dalla sorte o dalla natura.</p>
<p><strong>La boxe è molto dura&#8230;</strong><br />
La boxe è molto dura fisicamente, ma anche psicologicamente. Ci sono delle commissioni mediche che hanno stilato delle classifiche degli sport più difficili da preparare e il pugilato è risultato tra i primi. Sul ring te la devi vedere con uno che vuole darti dei colpi, che vuole menarti, per dirla com&#8217;è, e non è facile psicologicamente affrontare questa situazione. Finché c&#8217;è da pedalare in discesa, siamo tutti più o meno capaci, è quando comincia la salita che alcuni decidono di scendere&#8230;</p>
<p><strong>In che modo la boxe ti aiuta nella vita di tutti i giorni? </strong><br />
Credo che la boxe faccia bene ai più. Nel senso che, tornando alle motivazioni che possono spingere dei ragazzi ad andare in palestra, c&#8217;è chi magari in palestra sfoga la sua aggressività, quindi pago di questo, fuori sta un po&#8217; più tranquillo, e c&#8217;è chi, invece, ha bisogno di acquisire sicurezze e, forse, mettendosi in gioco, confrontandosi, migliora e accresce queste sue sicurezze o comprende alcuni dei suoi limiti. Io personalmente sono in debito enormemente nei confronti del pugilato, perché mi ha dato modo di dare sfogo a una passione. E aver scoperto qual è la tua passione e poterla sfogare, è sicuramente un lusso. In più, mi ha dato modo di conoscere tante persone. Per cui, malgrado le fatiche e i sacrifici &#8211; perché ho speso molto tempo, come qualunque altro allenatore di pugilato nel mondo o come qualunque altro allenatore che pratica un qualsiasi sport- devo essere assolutamente grato al pugilato. Per me il pugilato è una passione, a cui, per riuscire ad avere risultati, dedico veramente tanto tempo, più che a un lavoro, solo che non è retribuito. Ma non ha prezzo quello che io comunque riesco ad avere dal pugilato. Non ha prezzo quello che sono riuscito a vedere negli anni: delle persone fantastiche con cui sono in contatto ancora adesso, dalle quali ho imparato un sacco di cose. E continuo a imparare giornalmente dai ragazzi che alleno.</p>
<p><strong>Quali sono i compiti e i doveri di un allenatore?</strong><br />
Un allenatore ha a che fare con ragazzi che entrano in palestra e si affidano a lui per diversi motivi: per accrescere le proprie sicurezze, per sfogare la loro aggressività o più semplicemente per emulare i campioni preferiti, magari in momenti in cui si parla molto di pugilato in televisione. I suoi doveri sono quelli di rispettare le loro scelte e ogni loro esigenza. I compiti sono quelli di far capire che il pugilato non è un gioco. O, almeno, lo è fino a un certo punto, finché lo si pratica in palestra, ci si diverte e non ci si deve far male. Spiegare loro che non lo è più, un gioco, nel momento in cui si sale sul ring e anche che lo si pratica per costruire se stessi, non per distruggere chi si ha davanti sul ring.</p>
<p><strong>Si dice che il pugilato sia uno sport individuale ma anche di squadra, che è importante lo spirito di squadra. Riesci a spiegarci in che modo c&#8217;è la squadra intorno al pugile&#8230;</strong><br />
Io credo che il pugilato sia veramente un gioco di squadra, che debba assolutamente funzionare così. Nel senso che qualsiasi atleta della palestra che sale sul ring è un pezzo di tutti gli altri. Anche il più esperto dei professionisti è un pezzo di qualsiasi ragazzo che c&#8217;è in palestra, perché ha collaborato con ciascuno di loro. Non è raro, infatti, che il professionista provi tecniche e tattiche insieme all&#8217;ultimo degli amatori, consapevole che anche quell&#8217;ultimo degli amatori può avere qualcosa da dargli. E questo gioco di squadra lo constato tutti i giorni, vedendo che i ragazzi della mia palestra sono effettivamente molto coesi.</p>
<p><strong>La boxe in Italia è una realtà poco promozionata?</strong><br />
Sì, la boxe è poco promozionata. C&#8217;è poca informazione, se ne parla solo nei momenti difficili ed è un gran peccato. Invece, se venissero nelle palestre di pugilato a capire lo spessore, di cosa sono fatti i ragazzi che praticano il pugilato, avrebbero sicuramente da riflettere su quello che è la boxe. La boxe, secondo me, può essere uno sport formativo per un ragazzino che entra in palestra, che deve imparare delle regole che poi vengono trasportate nella vita. Se ci fossero più palestre di pugilato, frequentate nel modo giusto e seguite da allenatori coscienziosi, avremmo sicuramente una società migliore. Sarebbe una bella ipoteca sul futuro dei giovani.</p>
<p>(Intervista rilasciata a Raffaella Rizzi e alla Grintafilm per la produzione del film IL TEAM)</p>
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